CASO TICOSA. L'EX DIRIGENTE RESPINGE LE ACCUSE E ATTACCA IL COMUNE
Francesco Salinitro, ex dirigente dell'Urbanistica di Como, lavora per lo studio che ha progettatato la Ticosa
05-11-2008 - L'Ordine
«Io sono un libero professionista. Libero in tutti i sensi. Dopo che mi hanno dato il ben servito in Comune, non ho fatto altro che accettare una semplice e trasparente offerta di lavoro. Ditemi perché mai non avrei dovuto farlo?».
Francesco Salinitro (nella foto), in questi giorni al centro delle nostre cronache, risponde così alle polemiche scoppiate dopo che L’Ordine ha pubblicato la notizia del suo rapporto di consulenza con lo Studio Archea, il mega studio associato che, tra le altre opere, ha progettato la nuova Ticosa.
La querelle era sorta per il semplice fatto che Salinitro fino a qualche mese fa era dirigente dell’Urbansitica del Comune di Como e, in quanto tale, aveva seguito la gara di aggiudicazione dell’ex area industriale.
Un cambio di campo netto, insomma. «Una scelta poco elegante», secondo l’attuale assessore all’Urbanistica di Palazzo Cernezzi, Umberto D’Alessandro.
«Poco elegante, se vogliamo dirla tutta – replica Salinitro - è stato il modo con cui mi hanno dato il ben servito dal Comune. Dall’oggi al domani mi hanno lasciato a piedi. Altro ché. E io, che nel frattempo avevo mollato il mio studio a Milano, mi sono trovato a dover cercare lavoro».
E così è arrivata l’offerta dei signori con cui fino a poco prima aveva contrattato per la Ticosa in veste di dirigente pubblico…
«Ma secondo lei perché mai avrei dovuto rifiutare? Avevano bisogno una consulenza urbanistica su opere che con la Ticosa non c’entravano, non c’era nulla di strano a lavorare per loro. Ripeto, io sono un libero professionista. Le dirò di più: nei primi tempi, un professionista comasco mi ha anche ospitato all’interno del suo studio. Devo solo ringraziarlo».
Non mi dica che un architetto che per cinque anni è stato dirigente dell’Urbanistica, in Comune ha lo stesso identico trattamento di un qualsiasi altro professionista…
«Invece è assolutamente così. Primo, perché io ora non detengo più alcun potere in Comune. Secondo perché so benissimo che chi lavora in Municipio a Como è troppo valido perché si possa anche solo pensare a corsie preferenziali».
Salinitro è amareggiato. Per il putiferio sollevato dal suo incarico, ma ancor di più per il trattamento che in Comune gli hanno riservato.
«Non ho mai avuto uno screzio né con il sindaco, né con l’assessore di allora (Beppe Santangelo ndr) - dice sfogandosi - Ciò malgrado, senza alcun preavviso, mi hanno lasciato per strada».
Ci sarà stato, però, un perché di questa scelta apparentemente immotivata…
«Guardi, lasciamo perdere. Resta il fatto che è così. Ma lei pensa che nessuno a Como mi abbia offerto altri lavori?».
È successo?
«Sì».
E non li ha accettati?
«No, ma solo perché, grazie-a-dio, adesso di lavoro ne ho anche troppo, in altre zone d’Italia».
Resta il fatto che, alla fine della fiera, il nome di Francesco Salinitro sul sito di Archea.it da ieri è scomparso. È stato cancellato.
Diverse le versioni che spiegano il fatto: lo stesso Salinitro dice di essere stato lui ad avere chiesto di essere tolto dal sito, «Anche se mi rendo conto che ormai non serve», ammette.
Marco Casamonti, il professor Casamonti, che di Archea è fondatore ed è colui che ha ingaggiato Salinitro dice invece: «Per forza abbiamo tolto il nome dal sito – spiega l’architetto – avete iniziato a rompere le belle! Se la gente è così stupida da non capire che non c’è nulla di illegale in tutto ciò, non so proprio che farci».
Ma, scusi, professore, se tutto è così normale, perché mai togliere il nome dell’ex dirigente comunale?
«Ma sì, c’era troppo casino ormai. Una sola cosa è certa: Salinitro l’ho conosciuto quando abbiamo progettato la Ticosa. Poi, ho saputo che il Comune l’aveva lasciato a spasso e io mi sono rivolto al libero professionista. Per noi ha fatto due consulenze, a Bisceglie. Tutto qui. Il resto è caccia alle streghe e con questo clima, con tutti questi problemi che sollevate di continuo, non andrete lontani».
In che senso scusi?
«Nel senso che la nuova Ticosa, con tutte queste polemiche, la vedrete tra 20 anni».
Può darsi. Vorrà dire che se sarà così, il sindaco potrà dare la colpa a L’Ordine.
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